9° Trofeo di Nuoto Città di Pineto

spatangus 2016

Anno 2016 - Sono aperte le iscrizioni, novità di quest'anno: traversata classica (100 atleti) e la doppia traversata per 25 temerari atleti.

8° Trofeo di Nuoto Città di Pineto

spatangus 2015

Ecco la ottava edizione...

spatangus 2015

7° Trofeo di Nuoto Città di Pineto

spatangus 2014

Dedicato al 7° Trofeo di nuoto di Pineto

Quest’anno…ancora

spero di svegliarmi al’alba per trovare il mare teso e brillante verso est quasi fosse marmo, spero di vederlo venirmi incontro tranquillo ed amichevole, spero di passarlo indenne senza l’agitazione di mille indesiderati tifosi che lo scuotono come un immenso bandierone.

Tante emozioni si intrecciano nella sera precedente, nella notte, all’alba.

Si pensa a chi, chissà perché, un giorno ha deciso di approdare qui con niente e per niente e lo ha fatto e rifatto pensando che questo giorno avrebbe potuto tornare ancora.

Pensi a Pineto, un bel quadro appeso sul mio muro preferito, quello della mia vita, dove entrare ed uscire a piacimento, dove sentire la voce di ogni stagione, l’aria di ogni stagione, dove correre per sentire le pozzanghere eccitarsi sotto i piedi o gli aghi di pino farsi morbido tappeto, dove attendere che il sole vada o arrivi, dove crescere, perdersi, ritrovarsi. Poi ci sarà l’acqua, la battuta leggera e scaramantica con l’equipe di soccorso tanto per dir loro “se mi salvi tu è meglio!”, i patti con quelli che saranno gli “angeli custodi” della scorta un po’ in pubblico, un po’ in segreto quasi quasi fossimo ai cànapi del Palio di Siena. Ci sarà la corsa, più o meno lancia in resta, verso il fortino “Fratello Cluster”, ci sarà un comico gruppo di ragazzi che beccheggia dolcemente in mare, ciascuno abbracciato alla propria boa a sentire il mare, a provare cosa c’è sotto, a cercare cosa c’è dentro.

Circondati da barche, motoscafi, pattìni e canoe, tutti pronti lì per noi, siamo tutti appallottolati, ciascuno nella sua cuffia, dietro i propri occhialini. Gli sguardi si incrociano e si incroceranno, ormai senza parole, quelli di chi ha scritto la storia della traversata e sa esattamente come vanno i fatti e quelli di chi si trova lì per la prima volta, per scelta, amicizia, sfida o per una dedica. E’ il momento che ognuno si nutra di ciò che porta dentro, ogni parola, parere, consiglio sarebbe fuori luogo. Poi la sirena, gli Spatangus che incrociano le dita così forte che si sente in acqua, le battute, le voci, le raccomandazione che improvvisamente si diluiscono nell’acqua e subito cambia la colonna sonora della giornata.

I primi scavalcano il mare, bracciate, gambate, respiro, tutt’uno, progrediscono assai come un manipolo di giovani delfini felici di combattersi per scherzo poi gli altri, io. Il ponte autostradale è più che una chimera, l’arco di arrivo un inutile sforzo di immaginazione.

Vai! Vai! anche quest’anno hai la fortuna di essere qui e pensi, pensi a chi c’è, a chi c’è stato lì al tuo fianco, a chi non c’è più, a chi ormai non si vede più dietro la capigliatura delle onde tanto è veloce, a chi è vicino a te in quell’attimo e di cui noti lo sguardo perso, preoccupato, sereno, fiducioso e di cui puoi sentire anche il respiro parlante per qualche attimo. Non hai voglia di pensare a chi è più ricco (in qualche modo) di te ma a chi è meno ricco (in qualche modo) di te, nel corpo, nel cuore o nella vita e questo, forse, è un altro modo di pregare per loro.

Cerchi il tuo angelo custode, silenzioso remiero, sbuffante motore da pochi cavalli o fuoribordo da invidia che sia, speri che confezioni una traiettoria tesa, elementare, facile, alla maniera di Google maps, da qui a lì dove semplicemente instradarsi. Ma sappiamo che non sarà così, sarà una passeggiata sinuosa, disperatamente ammaliatrice da un certo punto in poi capace di dilatare sino al nostro limite fisico le tre miglia marine iniziali. Il tempo scorre, il verde della pineta sembra quasi più verde, cerchi una corrente calda che faccia pensare alla riva, ma l’arco gioca a nascondino con il povero nuotatore. Il tempo passa, nella muta i muscoli lievitano fino a farmi sentire un piccolo Hulk, l’occhio si sforza al di là del bruciore e dell’appannamento di vedere se la speranza si avvicina.

Questa non delude, materializzandosi nelle prime boe imbandierate dei pescatori ed in quelle calorosamente arancioni delle acque sicure.

Ormai ci siamo, chi ci ha scortato, protetto e regalato di nuovo questo giorno è cotto-stracotto più dei nuotatori, gli rimane qualche millimetro di pelle bianca tra le dita restate rumorosamente incrociate oltre ogni scongiuro. Anche per oggi le ore trascorse a sembrare, fare o pensare di essere pesci sono andate, i piedi toccano la sabbia, abbracciamo affettuosamente e perché no trionfalmente la boa di segnalazione, siamo a riva per stringere qualcuno che ci aspetta o con cui abbiamo viaggiato insieme e per riunirci alla nostra ombra che avevamo lasciato lì poco prima.

.[Giuseppe Romito 14-22 giugno 2014].

spatangus 2013

Il nostro motto

 

Spatangus

 

<<>> gutta cavat lapidem <<>>

Tradotta letteralmente, significa la goccia perfora la pietra, esortazione per ricordare che con una ferrea volontà si possono conseguire obiettivi altrimenti impossibili.

La goccia scava nella roccia, non con la forza, ma goccia a goccia, appunto, al pari che il tempo e la pazienza possono portare a grandi risultati.

Highlights

- TERMINE ISCRIZIONI
h 24:00 del 19° Giugno 2016

percorrenza classica 100 atleti
percorrenza doppia 25 atleti

Scarica il regolamento ed modulo di iscrizione!

Spatangus

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